Tour de France 2026, Juan Ayuso: “Sono cresciuto sentendomi chiamare la grande stella, ma si perde molto più di quanto si vinca”

Juan Ayuso proverà a lasciare il segno al Tour de France 2026 e riscattare una prima parte di stagione complicata. Il corridore della Lidl-Trek infatti ha passato i primi sei mesi dell’anno più a recuperare che a correre, con una caduta alla Parigi-Nizza, poi un altro ritiro al Giro dei Paesi Baschi per problemi fisici e infine un’infenzione virale che gli ha fatto saltare le Classiche delle Ardenne. Tornato in corsa al Tour Auvergne – Rhône-Alpes è riuscito a chiudere al terzo posto, dando segnali positivi in vista della Grande Boucle. Il 23enne spagnolo preferisce quindi non mettersi troppe pressioni al via, pur non nascondendo di voler puntare al podio.

“La preparazione e tutto l’impegno profuso dal team per il Tour sono di un livello completamente diverso rispetto a qualsiasi altra corsa in calendario – sottolinea Ayuso ai canali del team – Il mio obiettivo è ovviamente quello di salire sul podio a Parigi, ma ho avuto degli intoppi e so che saranno tre settimane di gara impegnative. Ci si allena duramente lontano dalle telecamere, quando nessuno può vederti, quindi sono emozionato di avere, dopo due mesi di preparazione, la possibilità di dimostrare il mio valore davanti a tutti”.

Durante la lunga intervista lo spagnolo si è soffermato in particolare sull’approccio diverso con cui affronta le difficoltà rispetto ai primi anni di carriera, potendo quindi presentarsi al via del Tour comunque con una forte motivazione, nonostante i problemi avuti negli ultimi mesi: “Il ciclismo è come la vita. A volte lavori duramente ed è fantastico, ma poi tutto può finire in un secondo. Ma è lo stesso anche per una persona con un lavoro normale: puoi lavorare sodo e non essere pagato per i risultati. Prima della caduta di quest’anno, avevo le migliori sensazioni e i migliori risultati di sempre. Questo mi ha dato la motivazione per tornare a quei livelli”.

Un cambio di mentalità profondo, passando dall’ansia dei risultati al focus sulla performance: “Sono cresciuto sentendomi chiamare la grande stella, la novità. Da giovane, inizi anche a crederci. Questo porta a legare tutta la tua felicità ai risultati. Ma la realtà è che si perde molto più di quanto si vinca, quindi la felicità deve essere legata a come ci si prepara e a dare il massimo ogni giorno. Aiuta a ridurre la pressione. Ora traggo soddisfazione dal lavoro che faccio ogni giorno, il che significa che la mia felicità non dipende più così tanto da quello che succede in gara. Ad esempio, prima della Parigi-Nizza, ho fatto di tutto per cercare di vincere. Stavo ottenendo risultati eccezionali, ma sono caduto a oltre 70 km/h perché c’era dell’olio sulla strada Quello non dipendeva da me, ma la preparazione è ciò che posso controllare, quindi mi concentro su quello. Mi aiuta arrivare a una gara sapendo di aver fatto tutto il possibile date le circostanze, così do il massimo.”

Al Tour de France inoltre Ayuso non sentirà tutta la pressione su di lui, visto che al suo fianco nella Lidl-Trek ci sarà Mattias Skjelmose, che rappresenterà un’importante variabile tattica in salita, oltre a Mads Pedersen, che sarà il leader per le volate:“Abbiamo visto al Delfinato che quando io e Skjelly siamo insieme possiamo sfruttare i nostri punti di forza. Quando non siamo insieme, è sempre positivo avere un ragazzo nel secondo gruppo, nel caso in cui il gruppo si ricompatti, e quindi avere più opzioni. Significa che non sento tutta la pressione sulle mie spalle. Al Tour, la stessa cosa vale per Mads, che sarà un altro protagonista nella lotta per la maglia verde e per le vittorie di tappa. Toglie un po’ di stress, come al Delfinato, quando ho ottenuto due secondi posti e ci sono rimasto un po’ male, ma la vittoria di tappa di Quinn [Simmons] ha aiutato tutta la squadra a non perdere la fiducia. Spero che al Tour riusciremo a vincere una tappa con Mads fin da subito, perché ci aiuterà a gestire le cose con più calma in futuro. In definitiva, devo assicurarmi di mantenere un buon livello di gioco fino all’ultima settimana”.

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